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George R. R. Martin… wisdom at its finest

We are, Evil Santa, we fucking are.

(via youaremypeach-youaremyplum)

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Ho comprato un piccolo lupo di plastica, bianco, con gli occhi rossi. L’ho stretto tra le mani un po’, non troppo a lungo, come se - nel caso - avesse potuto sentir dolore. Comunque siamo a metà Aprile, è impressionante, mi pare sia iniziato ieri. Il 2014, dico, non Aprile. Ho fatto più cose di quante ne avrei potute immaginare solo un anno fa e molte meno di quante me ne ero prefissate a inizio anno. Ho contato più pianti che sorrisi, ho ignorato, litigato, mancato di rispetto. Nel giro di una settimana sarò a Milano due volte, e saranno la prima volta e la seconda volta che ci andrò in questo nuovo anno. Non sono mai stato uno di quelli che non si perde un concerto, purtroppo non sono mai riuscito a metterli davanti a tutto. Sono eventi abbastanza rari e ogni volta mi cambiano la vita, ogni maledetta volta. A fine mese vedrò la band che in un modo o nell’altro la vita me l’ha già cambiata. Tra un mese sarò su un aereo e poi di nuovo, giusto per accorgermi di esser atterrato. Ho pensato a tutto questo, oggi, mentre scrivevo un messaggio ad una persona cara, a cui voglio troppo poco bene rispetto a quanto ne meriterebbe, almeno da me. Ho stretto ancora il lupo, con la sua plastica bianca ed il suo muso carino. Ma a quel punto, gli occhi rossi, li avevo io.

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Le cose più belle sono quelle semplici, la bellezza sta negli occhi di chi guarda, e la ricchezza non dà la felicità. Lui non ti merita e, sì, stai benissimo con quel vestito. Ti stavo giusto pensando, ti avrei cercata a breve e, certo, questo è proprio il regalo che volevo. L’amore vince su tutto, gli sforzi portano sempre a dei risultati, chiusa una porta si apre un portone ma io volevo te, solo te, come hanno fatto queste bugie a diventare la mia realtà?

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Durante una notte di sesso mancato per problemi tecnici, raccontai di come una donna con cui ero stato da ragazzo mi avesse svuotato di ogni capacità di amare qualcuno, che non fosse me stesso. Non so cosa ci sia di bello o intrigante in questa storia, ma sono passati quasi sei anni e io ad amare qualcuno non ci riesco proprio, problemi tecnici anche questi.

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Qualcuno ha trovato il mio blog cercando “io boh”.

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Ho avuto una pessima idea qualche giorno fa, come quegli sms inopportuni - scritti da ubriachi - in quelle notti in cui di alcol proprio non ne hai mandato giù. Ho scritto un messaggio anche io, da sobrio, in una di quelle notti in cui forse due bicchieri sarebbero potuti servire. Ho scritto righe e righe che sarebbero state fogli, pagine e libri se tra le mani avessi avuto una penna e non un cellulare. Poi, ho cancellato tutto. Ho spento il telefono, ho dormito a lungo. Non ero ubriaco, dopotutto, ma nemmeno innamorato.

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Anonymous asked: Un lupo che diventa veleno?

Scusa?

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I grissini del lunedì

Perché “i grissini del lunedì”? Perché sono più buoni.
Appena sfornati hanno il profumo di un lunedì che può iniziare bene.
La prima settimana di lavoro è stata intensa. Ma giusto, voi non sapete che ho iniziato a lavorare lunedì. Beh, ora lo sapete.
Comunque riprendere certi ritmi mi ha frastornato, e niente, il secondo lunedì doveva essere celebrato con una rubrica dal nome adatto. I grissini del lunedì, perché sono più buoni. Sabato avevo tante cose da fare che ho annullato. Direi “posticipato” o “procrastinato” se non fosse che temo di averle proprio annullate. Al posto di tutte queste cose, ho girato la città a piedi, lungo il fiume, sotto la collina, insomma ho fatto cose carine che in un certo senso hanno alleviato il senso di colpa. Ho imparato che spesso paghiamo anche gli errori altrui, ma mai direttamente. Spesso, cioè quasi sempre, gli errori altrui ci spingono a compiere errori tutti nostri, per orgoglio. Perché lui deve avere sempre gli errori più belli? Voglio sbagliare anche io, dai dai. È così che funziona all’incirca. Domenica ho incontrato una bella persona, oggi abbiamo prenotato un volo che ci porterà lontano da qui. Per oggi và tutto bene.

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Hai presente quando ti svegli la mattina e vorresti farti piccolo piccolo fino a sparire in una nuvoletta? Ci sono mattine che te lo permettono. Non devi andare a scuola, non hai da lavorare, apri un libro e guardi un paio di righe - “guardi” non “leggi” - richiudi il libro. Ti giri e ti rigiri, ti copri il viso con il piumone, esci dal letto, bevi un po’ d’acqua.
Ci sono settimane che ti permettono di sbagliare tutto, e ci sono periodi che ti incentivano a sfruttare questa possibilità.
Ti è mai capitato di provare un inspiegabile gioia nel far soffrire qualcuno che ami o nel constatare quanto qualcuno si senta in colpa per qualcosa che ti ha fatto? È come se godessimo del potere di cambiare l’umore altrui. Ti sei mai chiesto come mai?
Ci sono giorni, come oggi, in cui potevi e dovevi essere altrove. Invece sei qui, non sei scomparso in una nuvoletta come speravi, il libro è ancora lì e prima o poi dovrai finirlo. La vita è andata avanti, qualcuno ha sofferto a causa tua, qualcuno magari ha pianto. Hai assaporato la gioia del dolore inflitto agli altri, ma nel frattempo quello che è morto un po’ dentro, sei tu. Ti sei mai chiesto il perché?






Cercavo l'uscita per la tangenziale e ho trovato due lune, una nebulosa e qualche asteroide. Non sono forte con le indicazioni stradali.